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O CAPITANI! MIEI CAPITANI!

Immagine anteprima YouTube(Tu lettore fremi di vita e orgoglio e amore come io fremo, dunque siano per te questi canti) (W.Whitman)

Mai avrei pensato di far sposare la mia passione quasi segreta per la poesia con la poesia per niente segreta del calcio. E mai avrei pensato che la poesia del calcio potesse veicolare i valori culturali e politici della mia terra. Molti non sanno che a scuola mi dovevo vergognare della facilità con la quale apprendevo e intuivo la logica e la matematica. Forse per questo l’equazione non mi è difficile: poesia:calcio=costume:realtà. Ci si può sbizzarrire a capire la mia condensata follia ma anche il minimo comune denominatore di tutto ciò che faccio. Alla base c’è sempre e solo il risultato, il desiderio di vincere, il sogno di vedere primeggiare la mia Terra. Nel calcio, ovviamente, per far diventare poesia ogni racconto. Nella economia per onorare la bandiera e vincere uno scudetto che sia solo nostro. Nella cultura per liberare la nostra millenaria storia dalle catene e farla uscire dalle profonde segrete in cui è stata isolata. Per fare tutto questo c’è bisogno di Capitani, di uomini leggendari che abbiano come inossidabile virtù il loro senso di schietta libertà. Non possono avere catene per spezzare catene. Non possono nascondersi se vogliono liberare la Nostra Gente. Devono urlare senza alzare la voce. Rassicurare chi non ha finora voluto percorrere una strada diversa. La mia, Capitani, miei Capitani, vuole portare fuori dalle congetture. Non uno ma tanti Capitani. Possibilmente tutti, responsabili del loro e del nostro destino.