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Barone sa tirannia

Avrei poco da dire perchè il potere comunicativo del calcio è già da un paio d’anni che riconduce a temi socialmente più profondi. La Sardegna sta riaffermando la sua identità e la vicenda “stadio” è solo il clamore superficiale di un  movimento che si sta proiettando verso l’autonomia reale. Difficile da far digerire alle mafie che hanno deciso la nostra sorte per decenni.  Il conflitto che inizialmente era solo culturale e storico, patrimonio di pochi pionieri, ora si estende a campi che riguardano l’economia e quindi la politica. Troverei strumentale entrare nel merito della schermaglia del giorno. Mi piace invece ribadire un concetto già espresso: pocos, locos ma fortza paris”. Custa est s’ora: barone sa tirannia!

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Il calendario dei camionisti

Le donne più belle e provocanti le trovi tutte lì, senza veli e con l’obiettivo di farsi apprezzare. False morali e il mercato della superficialità che viene alimentato. Come il calendario del calcio con presidenti che si mettono la mano negli occhi (De Laurentis) facendo finta di scandalizzarsi ma adoperandosi perchè scorgano qualcosa. Altri, più azzardati, che di fronte a tanta bellezza ostentano l’orgoglio e lo spirito dei conquistatori. Le difficoltà non esistono perchè ciò che puoi toccare lo conosci bene e sai quali opportunità ti può dare una stagione. S0gnare grandi conquiste (magari ti riesce nella frivola estate) e puntare sulle abbordabili. Ora il calendario è lì. Sperare in qualcosa di più e farsi l’occhio è ciò che ogni presidente, tifoso, camionista può azzardare.

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Il giallo di Sivakov e Marrone

L’Europeo è finito da circa un mese. Michail Sivakov però a Cagliari non si è ancora visto. Ufficialmente è in vacanza, probabilmente molto molto lontano visto che non risponde al telefono neanche agli amici. Le sue tracce si sono perse il 28 giugno. Rientrato dall’avventura europea con la sua Bielorussia guidata al terzo posto. Premiato dall’Uefa come uno dei migliori giocatori dell’Europeo. In vacanza. Si continua a dire che è in vacanza ma con il passare dei giorni la cosa è diventata poco credibile. Due possibili verità alternative: la volontà di cederlo (ci sono squadre russe alle sue costole) ma non dichiarare che non rientra nei piani per evitare il deprezzamento; problemi familiari (ma basterebbe dirlo). L’opeazione di mercato è molto probabile perchè Sivakov è extracomunitario. Occupa un posto che conta. Il suo rientro bloccherebbe altre operazioni. Non è il solo giallo dell’estate. C’è anche Michael Marrone, giocatore che si allena fin dal primo giorno con il Cagliari. Giocava con il Melbourne Heart, in Australia e a vederlo in campo durante la prima amichevole non sembrava affatto uno “stagista”. Ha fatto gol, si muove bene e dimostra di poterci stare. E se i due gialli fossero collegati? Finchè non si vende Sivakov non si può ufficializzare Marrone che peraltro, visto il cognome, non è escluso che possa avere il doppio passaporto e diventare comunitario. Sotto l’ombrellone sono permessi i gialli e sono permesse le fantasie

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Borghezio, ministeri e crack

Immagine anteprima YouTubeI suoni sono tutti cupi e lasciano vittime. Il dramma è concreto e immediato quando sono le bombe a falciare vite umane. Anders Breivik è uno dei tanti diversi prodotti della sub cultura che si inabissa nella follia. Confonde realtà e finzione, non distingue più il mondo virtuale della play station da ciò che gli si muove intorno. E’ stato divorato dai confini di un monitor dove le elaborazioni finiscono per essere tanto raffinate da sembrare vere. Soprattutto se il vero non lo vive, se non ha sviluppato l’appartenenza sociale.  Mario Borghezio è un altro prodotto della sub cultura, vittima anche in questo caso di un mondo virtuale.  Perchè non può essere definita realtà il mondo pitturato per giustificare le cose che non vanno. Non si può identificare in una sola componente il risultato di una società che non riesce a trovare equilibrio, a valorizzare le diversità. Anche la concezione del suo mondo ha confini stretti. Corrispondono teoricamente a quelli di piccole aziende che lavorano sodo e che poi sono salassate, tanto da non trovare stretto legame con il guadagno. Pensare che extracomunitari e terroni siano i parassiti è un modo per non guardarsi allo specchio perchè i parassiti sono dentro ciascuno di noi. Dentro. Non dipende dalla pelle o dal luogo di nascita. Sono problemi che non si risolvono con lo spostamento dei Ministeri. Bisogna spostare la focalizzazione dell’economia. Bisogna ritornare alle potenzialità e ai bisogni concreti. Se si pensa al pane si pensa già al prodotto di ciò che serve realmente. Serve il lavoro. Il lavoro si produce se c’è  richiesta, se il mercato si ritrova a dover produrre merci. Per produrre merci c’è bisogno che ci siano maggiori acquisti. Per esserci maggiori acquisti ci deve essere distribuzione del reddito. Quindi, lavoro. Il collasso è l’accumulo di denaro. Perchè i pochi che  ne hanno troppi non hanno il bisogno di spenderli in beni che producono lavoro. Sono i beni primari e secondari che creano mercato e le soglie dell’accumulo ha varcato qualsiasi limite naturale, spezzando la nostra catena alimentare. Portando al crack.  Dagli Stati Uniti potrebbe arrivare dovunque. Chissà non sia questo a riportare le sane regole dell’equilibrio. Mentale, economico e geografico.

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Ai vecchi quello nuovo

Della serie “gli ultimi saranno i primi”. Maltrattati dai risultati si ritrovano oggi ad essere premiati per la fedeltà. L’operazione si chiama “Annozero” a voler forse ricominciare a contare dal prossimo nuovo stadio. Cellino aveva promesso un trattamento di favore. Pensava ad una attribuzione di quote assicurate, ha virato verso la conferma dell’abbonamento, stesso prezzo stesso posto per chi  lo aveva sottoscritto nella passata stagione.  Con un riconoscimento ulteriore per il futuro: la possibilità di scelta privilegiata nel prossimo stadio. “Noi” è il pronome attribuito. “Cagliari Calcio” il soggetto comune. Come dire che la società riconosce negli stoici che anche quest’anno affronteranno le intemperie atmosferiche e strutturali lo zoccolo duro della Società. Potrebbe sembrare fare figli e figliastri. Forse lo è veramente ma sulla base di sacrifici comuni. Tanto da poter variare altri usati proverbi. Il più ghiotto potrebbe essere: “Un uovo oggi per avere una gallina domani”.