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Nenè c’è!

Immagine anteprima YouTubeSi cominciava a sospettare che la caviglia non fosse proprio guarita e che il pallone e i contrasti fossero forieri di brutte novità. E invece Miguel Anderson da Silva c’è.  E non c’è solo perchè ha firmato il gol  della vittoria contro il Treviso al Santa Sofia di Arbus: c’è perchè ha lottato, sbuffato, difeso palloni. Certo meglio quando ha giocato da prima punta con il giovane Chelo rispetto a quanto fatto in coppia con Larrivey che continua ad avere il privilegio di essere lui il vertice alto costringendo gli altri a girare intorno e lontano dall’area. La più bella notizia della serata. Perchè il resto è figlio di un impegno nel mezzo del lavoro settimanale e la gestione delle energie primeggia sul desiderio di vincere in modo netto e rotondo. Poi ci sono le notizie meno liete: Biondini che non c’è oltre a Suazo e El Kabir; Sivakov che continua le vacanze malgrado si dovesse sentire con la società già lunedì sera; Marrone che è scomparso (forse ha finito la scuola). Donadoni lavora a ranghi ridotti anche se è utile a capire che ci sono ratgazzini del vivaio che meritano attenzione. Murru e Giorico sono da prendere in considerazione.

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Tifosi e Giornalisti

E’ un ragionamento di marca pirandelliana ma nel gioco delle parti al tifoso  è permesso di essere più libero di un giornalista. Non vuole essere una difesa ad oltranza della categoria che, purtroppo, non sfugge alle stesse dinamiche del resto della società, dove il servilismo interessato impazza. I cortigiani esistono ma è necessario capire che certe licenze che nei forum si concedono i tifosi ai giornalisti non sono permesse. Se facessi un copia e incolla di certi commenti e li trasformassi in mie affermazioni arriverei alla rovina finanziaria in poco tempo (considerato che non ho neanche un centesimo degli ingaggi di Sgarbi). L’indicativo mi è permesso solo quando ho le prove di ciò che dico. Prove indiscutibili che non inducano la controparte a fare querela. Perchè se la querela parte le spese, anche in caso di assoluzione, rimangono.  E allora è preferibile utilizzare la giusta tecnica (condizionale e dubbio strategico) per raccontare anche le certezze. Certezze che derivano da confidenze che non potranno mai diventare testimonianze, sempre in onore del gioco delle parti. E’ una scala di libertà. I tifosi sono i più liberi di esprimere il loro “j’accuse” perchè difficilmente per loro può scattare la querela, sparsi nei milioni di forum. Poi ci sono i giornalisti che almeno con il condizionale e il punto di domanda pongono dubbi perchè non possono dichiarare verità senza prove. Infine arrivano gli addetti ai lavori, calciatori, allenatori e dirigenti che sanno che alla prima accusa rischiano di essere fatti fuori dal sistema. Pertanto, cercate di capire e differenziare: ciascuno nel proprio ruolo può dire la sua verità, ma non tutti allo stesso modo.

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Tormentone Suazo

Doveva essere la ciliegina nella torta. Rischia di non esserci la ciliegina e tutti ne parlano. Ma si parla meno del fatto che anche la torta non è ancora pronta. Il rischio concreto è che l’attenzione generale venga dirottata sul giocatore che veniva ritenuto superfluo. A riascoltare le parole di un mese or sono può essere addirittura normale che Suazo non abbia firmato. Perchè sarebbe dovuto arrivare a mercato finito, cosa che non è assolutamente accaduta. E’ nella profondità della mancata firma che ci sono le ragioni vere di tutto ciò che propone l’estate rossoblu, il rapporto con Giovanni Branchini. Fino al solito  mese or sono c’è soprattutto un caso che ha increspato i rapporti, il mancato riscatto di Acquafresca. E’ così che il procuratore che aveva suggerito Donadoni si ritrova ad essere lontano dagli intenti di Viale La Playa. Pisano, Dametto, Suazo, Sivakov, Burrai sono tutti giocatori che fanno riferimento a Branchini. E per molti di essi c’è una storia da raccontare, dalle misteriose vacanze del bielorusso al mancato riscatto dell’ex Foggia.  Oggi tutti chiedono, ad ogni incrocio se Suazo rimane. Suazo forse rimarrà se deciderà di guardare in faccia la realtà che in questo momento lo pone in una situazione di svantaggio, in attesa di tornare grande. Farebbe molto male a non valutare personalmente e finire nel mezzo di fronti che si combattono  per motivi esclusivamente economici. La soluzione alla crisi e al tormentone è una firma. Anche se fosse stata in bianco. Le inadempienze di Cellino sono altre e forse molto più gravi. Non distrarsi e porre rimedio è di fondamentale importanza a 26  giorni dal debutto in campionato

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Le ombre Rossoblu

Non è lo zero a zero dello Scalarba di Macomer contro l’Ajaccio che in piena preparazione ci può anche stare. Sono i giocatori che per un motivo o per un altro non ci sono. Difficile poter pensare solo a coincidenze maliziose perchè i giocatori in questioni sono quelli che alimentano i dubbi. Davide Biondini non si è ancora capito se deve rimanere o meno. Non si tratta solo di volontà del giocatore che potrebbe non preoccuparsi eccessivamente del contratto in scadenza nel 2012. C’è di mezzo anche la strategia della società che potrebbe voler evitare di tenersi un giocatore che, se non ora, negli ultimi mesi della stagione potrebbe avere altri pensieri, oltre alla speranza di ricavare qualcosa dalla sua partenza. Nenè in campo è poi un sogno che si insegue dai primi di marzo. Dato per guarito nella fase dei test atletici, il dubbio rimaneva per quando ci sarebbero stati le prime partite, i primi contrasti. Magari si tratta di reali “affaticamenti muscolari” ma intanto la verifica pubblica ancora non c’è stata. David Suazo ha bisogno di tempo. Forse si sperava di averlo subito a disposizione. La rottura dichiarata dal patron Cellino sulle pagine de L’Unione Sarda potrebbe essere più preoccupante di quanto sembra perchè sposta le difficoltà dalla volontà dell’honduregno ai consigli di qualche altro. Se fosse il procuratore Branchini le nubi sarebbero nerissime, perchè si parla dello stesso procuratore di Roberto Donadoni e di colui che sembrava un riferimento preciso per il Presidente Cellino. Anche perchè tra gli assenti ci sono i mancati acquisti, annunciati da un giorno all’altro e non arrivati dopo mesi. Aggiungiamo all’elenco Sivakov che tante “ferie” non le ha mai avute e completiamo con lo “studente” Michael Marrone che continua a giocare le amichevoli ricevendo le indicazioni dello staff tecnico cagliaritano.

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I sudditi dei Borboni

Immagine anteprima YouTube Legg0, a fatica. Leggo, e non mi arrabbio: vomito. Perchè è impensabile tagliarsi le palle per fare un dispetto alla moglie con cui non si va d’accordo. Enac/Cagliari Calcio. Per molti non è l’interesse di una delle tante Società che nel coltivare una funzione pubblica (ENAC) ha confuso il proprio ruolo con quello dell’imprenditore (ha incassato e appaltato facendo conto di avere già i terreni nel frattempo acquistati dalla Cagliari Calcio). Ci sono regole precise (peraltro dettate con il loro supporto). Norme che è necessario rispettare per fare in modo che la sicurezza aeroportuale sia compatibile con il tessuto sociale in cui nasce e che le Amministrazioni Regionali stanno puntualmente verificando. Norme, precise, pignole, dettagliate. Per poter operare nel proprio territorio le Amministrazioni Locali si devono attenere a quelle norme. Se il progetto va avanti è perchè le norme finora sono state rispettate. Nel momento in cui ci si convince di detenere un potere dittatoriale, allora le norme non contano  più.  Si vogliono imporre i propri interessi anche in Regioni Altrui per realizzare imprenditoria che ha modi e logiche che sono tutte da verificare. Le norme e le regole della buona convivenza non esistono più. Convincimento che nasce dal fatto che in Sardegna per decenni si è fatto il bello e il cattivo tempo. Basta guardare che c’è intorno alla laguna di Santa Gilla. Se il Cagliari non potesse costruire sulla base di regole  precise non c’è furbo (che abbia resistito ai governi e che abbia dimostrato il suo potere forte e forse sotterraneo) che debba esporre se stesso: bastano le norme. Qui la logica democratica. Oggi leggo e, così come per la Rivoluzione Napoletana del 1799 c’è  chi rigetta qualsiasi forma di democrazia o di rivoluzione anche culturale perchè non vuole rinunciare alle logiche di bottega della nostra politica, schierato a destra o sinistra a seconda di come conviene, anche a costo di rinnegare la propria terra. Non è più Enac/Cagliari Calcio: è Mister X (chiunque) contro Cellino. Diventa una posizione “contro” preconcetta che è tipica di una faziosità spiccata e generale che ha caratterizzato il nostro mondo diviso in due, anche quello informativo e culturale che spera poi di ricevere dal padrone di turno il proprio pasto. O con me o contro di me. E quando questo ruolo lo assumono coloro che si ergono a super partes mostrano tutta la falsità che li caratterizza. Ho visto persone di queste andare a cena fingendosi amici con chi il giorno dopo hanno sputtanato nel proprio giornalino, utilizzando il clima amichevole e scanzonato (vita privata) per muovere appunti. Attenti a questi falsi moralisti. Da loro nasce la schiavitù. Perchè schiavitù professano in nome della libertà.