Chi sono…

Bambino, studente, calciatore dilettante, imbianchino, manovale, speaker radiofonico, radiocronista, bracciante agricolo, lavapiatti, agente pubblicitario, cameriere,  panettiere, contabile IVA, dj, operaio in fabbrica bibite,  compagno, marito, giornalista e conduttore televisivo, telecronista,  insegnante elementare, magazziniere in rivendita di legname, candidato a sindaco, consigliere comunale, padre, presidente di commissione, animatore, poeta, scrittore, regista, cantante, talent scout…(dimentico certamente qualcosa)… In sintesi non ho mai smesso di giocare a far tutto e in qualche caso sono riuscito a trasformare il mio gioco in mestiere. Mi aiutano i bambini con i quali lavoro dal 1984 (insegnante, ora si dice di Scuola Primaria). E mi aiuta la fortuna di essere radiocronista e giornalista del calcio, come  da bambino facendo interpretare il ruolo di calciatori alle pedine della dama o ai soldatini. Mi piace raccontare, mi piace scrivere, mi piace insegnare, mi piace creare attraverso i codici comunicativi. Mi piace la Sardegna, la terra e la cultura,  la storia e gli uomini che l’hanno costruita. Mi piace pensare di essere parte di questa terra e di questa gente. Mi piace sapere che interpreto con loro tutte le emozioni che la caratterizzano. Sono forse troppo cose, ma in fin dei conti, sono solo Vittorio Sanna. Così come era il bambino. Non dimentico nessuno e non ripudio niente. Tutto quello che sono lo sono perchè ho vissuto e le persone che ho incontrato, le esperienze  che ho avuto sono tutte con me e vorrei trasparissero dalle pagine di questo blog. 

Perchè questo Blog…  
Volevo avere una casa virtuale dove nessuno dovesse suonare. Dove l’ospite è tanto sacro che possa entrare senza disturbare, frugare senza creare disordine, capire e magari uscire senza giustificarsi. Oppure restare o tornare. Tutto il tempo e ogni volta che vuole. Ascoltando (antica virtù) o intrecciando dialoghi che spazino, che siano da amici veri. Per questo non solo calcio, ma tutto me stesso. Due grandi braccia per accogliere chi mi vuole bene e mi apprezza ma anche chi mi vuole bene e vuole darmi ragione e indirizzo di crescita. Perchè a far tutto nella vita non si può fare perfettamente. E imparare è forse l’unica vera ragione del nostro percorso. Chi ha smesso vuol dire che è morto e non glielo hanno detto. A me piace essere vivo. E il cuore del blog vorrei si sentisse battere. Ogni giorno, ad ogni ora.