Pubblicato il

MUNTARI SÌ, MUNTARI NO

Anno del Signore 2017.L’Europa che si dice civilizzata non può continuare a tollerare che uno, due, tre, dieci idioti continuino a valutare le persone per il colore della pelle. E basta! Siamo circondati dalla stupidità di ogni colore e ancora vorremmo classificare le persone sulla base delle caratteristiche somatiche. Se Muntari avesse incontrato per strada queste persone sarebbero indiscutibili le sue ragioni di rammaricarsi per tanta idiozia. È capitato invece in uno stadio di calcio. Senza cori. I cori non c’erano. Muntari è stato ad ascoltare ogni singola voce che arrivava dalla tribuna affollata non da pecore ammaestrate ma da persone civili (in gran parte) e qualche deficiente (deficit sta per mancanza, in questo caso culturale e intellettivo). Se in ogni stadio, in ogni campo sportivo, si dovesse fermare la gara per i maleducati, che non mancano mai, quelli che dicono qualsiasi cosa di un arbitro, di un ragazzo, di un allenatore, non per il colore della pelle ma anche per qualsiasi altra ragione, allora si dovrebbe tenere fuori la società. Perché il male sociale non lo risolvi ascoltando il singolo spettatore di una partita di calcio ma educando fin da piccoli a capire che non c’è relazione intellettiva e culturale tra la pelle e il valore delle persone. Concetto assoluto per qualsiasi tipo di distinzione razziale e territoriale. Vale anche per quegli idioti che pensano che il pastore sardo sia una razza inferiore, che un mestiere, un’origine, un aspetto di qualsiasi tipo determini in partenza la classificazione sociale.
Muntari sì, ha ragione a rammaricarsi nel sentire un bambino pronunciare, probabilmente senza capire, frasi razziali. Avrebbe avuto ragione a chiedere che la partita venisse interrotta se ci fossero stati dei cori (con quindi un cospicuo numero di persone a determinare una generalizzazione). Il coro si è sentito a San Siro contro Coulibaly, ma in casa INter si diventa distratti, anche i mass media lo diventano. Nessuno ha sentito, dalla tv sì.
Muntari, no, Cagliari, i Sardi nel loro insieme non sono quattro idioti che scimmiottano altri scimmieschi concetti. Sono addirittura quattro mori, simbolo con il colore della tua pelle nella bandiera. Difficile darti torto per il fastidio. Impossibile assecondarti nel trasformare il fastidio, nella punizione di un popolo intero.

Un pensiero su “MUNTARI SÌ, MUNTARI NO

  1. Se fossimo nati in Africa, avremmo avuto la pelle nera. Se fossimo nati in un accampamento ROM, saremmo dei nomadi. Se fossimo nati in una tribù del Mato Grosso, andremmo in giro nudi. E avremmo ricevuto un’educazione tipica di quelle genti, di quelle popolazioni. Ma, siamo nati in Italia, da gente di pelle bianca. Abbiamo ricevuto un’educazione scolastica, preso ottimi voti, ed incontrando una persona che non ha avuto le nostre opportunità, capiremmo di quanto siamo stati fortunati, rispetto a quell’ignorante. Ma, vedendo l’ignorante studiare, ci accorgeremo che diventa abile, tale e quale come noi. E basta questo per farci capire: che siamo tutti uguali; ed in definitiva, siamo tutti persone. Siamo tutti fratelli in questo mondo. Poi ci pensano i furbi a dividerci gli uni, con gli altri, dicendoci e facendoci credere: che esistono i romani e i sardi; gli italiani e gli stranieri, i cristiani e i musulmani, gli juventini e i cagliaritani. Abbocchiamo sempre a queste “sparate” e lasciamo che sia la RAZZA, la NAZIONE, la BANDIERA, la RELIGIONE a dividerci; a sciogliere il legame di fratellanza che ci unisce. Siamo tutti figli di una sola razza, bandiera, religione, ed apparteniamo ad una cosa sola, che si chiama: UMANITA’. – – – ZiaEster

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *