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DEDICATO A @esterinamatr

@esterinamatr è un lettore assiduo dell’unionesarda.it che commenta costantemente gli articoli del Cagliari calcio. Mi capita di leggerlo frequentemente e spesso emergono analisi critiche dettagliate sugli aspetti economici e finanziari del fenomeno calcio, nello specifico del Cagliari Calcio. In occasione del mio ultimo commento in sardo alla partita Genoa-Cagliari ha espresso un rispettabilissimo giudizio sul mio operato, dal sapore agrodolce. Ringrazio del voto decisamente positivo che ha dato al mio lavoro di radiocronista e vorrei anche “portare la giustificazione” in merito al pessimo voto (zero) ricevuto come giornalista, in quanto colpevole di “Negli ultimi 3 anni e mezzo non ha avuto la capacità di raccontare il declino del CAGLIARI CALCIO ad opera di due presidenti, agenti da semplici speculatori, divoratori di DIRITTI TV a discapito dei colori rossoblu”. Intanto vorrei cambiare la vittima del declino: non è il CAGLIARI CALCIO che ha subito i meccanismi economici e speculatori del calcio ma il calcio nel sistema in cui è organizzato. I due presidenti del Cagliari, in modo diverso, hanno svolto e svolgono un ruolo da imprenditori che ha un obiettivo principale, il guadagno. È un fenomeno che si è innescato fin dagli anni novanta e che ha raggiunto dimensioni sempre maggiori nel suo cammino fino ad oggi. Un sistema che cozza con gli ideali puri del tifoso che non può concepire il calcio come industria, le partite e i risultati come modo di guadagnare, i calciatori stessi come prodotto e moneta dell’industria calcio. Pretendere oggi che tutti gli utili vengano investiti nella squadra è anacronistico, perché le squadre sono “animali da fattoria” che devono produrre guadagno. Al massimo si può chiedere equilibrio di gestione, di tener conto dei bisogni dei clienti (i tifosi) perché non vengano del tutto tradite le loro aspettative, senza pretendere però che rinuncino al business, al quale partecipano, e sono d’accordo, altri speculatori, divoratori di diritti TV e via dicendo. Il Signor @esterinamatr che io conosco solo così ma che rappresenta il pubblico a cui devo rendere conto, ha pertanto tutto il mio apprezzamento per le rivendicazioni che quasi ogni giorno rinnova nei suoi commenti al calcio. Anche io sono un nostalgico di quella purezza. Ma non posso non guardare la realtà e capire che oggi il calcio è (purtroppo) un’altra cosa. Bisogna prenderne la parte buona (la nostra passione per quei benedetti novanta minuti) e sperare in tempi migliori. In merito al voto ricevuto, spero di conquistare almeno la sufficienza perché devo fare il giornalista in un sistema anche per me difficile. Ma se non dovessi riuscirvi mi accontento del bel voto in radiocronaca. In fondo il calcio romantico, passionale, rimane sempre quello.

P.S. Magari frugando in vecchi commenti di questo blog trova che non mi sono del tutto esentato dal raccontare la parabola del fenomeno calcio.

4 pensieri su “DEDICATO A @esterinamatr

  1. Ciao Vittorio, anch’io partecipo al forum dell’Unione e quindi leggo i post del sig. Esterina. Egli ha diritto, come ciascuno di noi, di avere le proprie opinioni e granitiche convinzioni, a patto, però, di non avere la pretesa di imporle come verità assoluta. Dico questo perchè i suoi toni sono troppo perentori e manifestano disprezzo per gli altri interlocutori. Ognuno di noi ha la propria verità, sul mondo, sulla vita, sulla politica, sul calcio. Ma ci sono anche i fatti, la realtà obiettiva, e i fatti vanno rispettati. Questo calcio non piace neppure a me, ma, allargando il discorso, tante cose del mondo di oggi nel suo complesso non mi piacciono. Ma lo accetto, perchè lo devo accettare, pur se obtorto collo. Il calcio, come tutti gli ambiti sociali, è lo specchio del mondo. Chi comanda nel mondo? Chi ha più probabilità di vincere e di affermarsi nella vita? Chi ha il potere e i soldi. Tra le mie reminiscenze di studi classici ricordo il sillogismo, e applicandolo a questo discorso potremmo dire che: chi ha i soldi ha il potere, chi ha il potere fa i soldi, chi ha i soldi vince, chi vince comanda. Ma è così da oggi o da quando esiste l’essere umano e la società organizzata? Il calcio purtroppo non fa eccezione. Chi ha vinto più di tutti in Italia? Lo sappiamo, una squadra che non voglio neppure nominare. Di chi è questa squadra? Della famiglia che, in un modo o nell’altro, comanda l’Italia da 100 anni. Chi ha interrotto per un ventennio l’assoluto monopolio di questa squadra? La società dell’uomo più ricco d’Italia, poi diventato anche il più potente politicamente. Un evento meraviglioso per noi come la vittoria dello scudetto è irripetibile, perchè tutti noi che amiamo il Cagliari sappiamo che quelle specifiche condizioni storiche sono irripetibili. Primo, perchè il Cagliari era di proprietà di grandi potentati industriali (Rovelli, con la vicinanza dei Moratti); secondo, perchè un Gigi Riva non nascerà mai più e mai più esisteranno giocatori che sposeranno a vita la causa di una squadra e di una terra come ha fatto il Mito (mi scuserà Daniele Conti, ma come calciatore non è stato decisivo come Riva).
    Tutte le squadre che hanno osato disturbare l’oligarchia al potere (Verona, Sampdoria, Lazio, Roma, Napoli) hanno fatto o hanno rischiato di fare una brutta fine. Roma e Lazio erano praticamente fallite, ma le hanno salvate la politica e le banche. Noi, ringraziando il cielo (mi scuso per l’espressione un pò blasfema) ci siamo ancora e siamo nel calcio che conta. Ora, non dico che un tifoso non debba riflettere ed interessarsi a tutto ciò che accade nel calcio fuori dal terreno di gioco, però, secondo me, ciò che più conta dovrebbe essere il fattore agonistico, quei 90 minuti a cui ti tiferisci tu, Vittorio. Perchè devo farmi il sangue amaro a pensare che Cellino ci guadagna con il Cagliari, che Giulini vuole speculare, o che ci siano dietro chissà quali oscure trame? Ti dico una cosa, e lo dico anche al sig. Esterina: per quale misterioso motivo un imprenditore che decide di acquistare una squadra di calcio ai massimi livelli non dovrebbe avere come scopo quello di guadagnarci?
    Cellino, per sua stessa ammissione, di calcio non si era mai interessato e non ne capiva nulla. Poi, da ragazzo sveglio e scaltro, ha fiutato l’affarone della vita, si è preso il Cagliari, diventato la sua unica attività, e a detta di tutti l’ha gestito in modo magistrale. Ricordi, Vittorio, cosa ti disse Arrica in un’intervista che ti rilasciò in quella meravigliosa trasmissione “Storie di sport”? Disse testualmente: “Cellino è stato il miglior presidente della storia del Cagliari”. Ed io, molto più modestamente, sono d’accordo con lui. Adesso c’è un altro giovane presidente, non sardo, ma radicato in Sardegna con la sua impresa. Mi pare ovvio che abbia acquistato il Cagliari per interessi che non siano solo sportivi. In genere, gli imprenditori tifosi hanno fatto danni inenarrabili portando le società allo sfascio. A me tifoso, pur informandomi a 360° di tutti gli aspetti, mi interessano principalmente i risultati del campo, e questi ci dicono che, prendendo come punto di partenza il 1990 (ritorno in A con la famiglia Orrù), in 26 anni abbiamo fatto 20 campionati di A e 6 di B.
    Per me è un vero e proprio miracolo, in una terra disastrata economicamente e dilaniata socialmente come la Sardegna. Se tutti i cosiddetti speculatori mi garantiscono un risultato del genere, sarò uno che si accontenta di poco, ma io come tifoso del Cagliari sono contento. Sono così poche le soddisfazioni che molti di noi hanno la fortuna di trarre dalla vita di tutti i giorni……….
    Il calcio pulito? Il calcio romantico? Il calcio puro? Boh, ma è mai esistito? Arrivo a dire che quando non c’erano le pay tv, forse il calcio era ancora più sporco perchè nessuno poteva vedere ciò che accadeva, se non chi era presente allo stadio.
    Noi pretendiamo che il calcio sia un mondo a se stante, popolato di santi e di angeli. Ma è mai esistito un mondo pulito, onesto, giusto? Per quel poco di storia che ho studiato, non mi sembra. La pulizia, il romanticismo, la purezza di questo mondo pallonaro che tanto amiamo e che a volte detestiamo abbiamo il diritto di coltivarlo dentro di noi, per preservare il bimbo che è ancora in noi. Ma se pretendiamo che questo mondo ideale (che sta solo dentro di noi) diventi anche reale grazie a dirigenti filantropi o benefattori, beh, è meglio se cambiamo sport.
    Più semplicemente, dovremmo cambiare pianeta.
    Saluti cari e FORZA CAGLIARI
    Antonio

    1. Antonio e Vittorio condivido tutte e due i vostri commenti mentre non condivido affatto i commenti del sig. Esterina, punti di vista io li ho diversi, stare sempre a criticare e deprimere gufando sul cagliari… mi fa pensare che non ci sia molta trasparenza, mentre apprezzo e credo che siano servite anche al presidente (anzi ne ho la certezza!!!) le critiche di Vittorio Sanna il giornalista.
      Ho, poi, il desiderio è la convinzione che il bicchiere sia SEMPRE mezzo pieno.
      La vita a noi tifosi non ce la da il Cagliari o su Casteddu come ultimamente sempre più si appella la nostra squadra del cuore, la vita ci viene data come dono (per me da Dio) per voi non so, ma ognuno di noi può essere libero di esprimere la sua in merito.
      Quindi GODIAMOCI alla grande quei benedetti e maledetti 90 minuti che poi la vita è un’altra cosa e pazienza se qualche domenica o sabato ci girano le …… per quello che accade nel rettangolo di gioco perchè tanto a vederlo mezzo pieno il bicchiere arriva sempre la bellezza del week and che ci fa GONDOLARE a leggere guardare e riguardare i goal e commentare con gli amici quanto sia bello tifare per il CAGLIARI/CASTEDDU

  2. STIPENDI CALCIATORI CAGLIARI CALCIO
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    Per tenere un fuoriclasse, basta aumentargli lo stipendio. ZiaEster
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    Gli allenatori buoni, si pagano. ZiaEster
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    MUCCA CAGLIARI – I tifosi del CAGLIARI CALCIO sono arretrati; per colpa dell’informazione deficitaria, ricca di FUMO, e bugie. Pronti a credere alle “sparate” di presidenti speculatori, alla grancassa mediatica che enfatizza tornei da parco giochi per bambini(LEGA B). Recentemente li vedi dividersi in Celliniani e Giuliniani, e non si rendono conto che, per lucro, una squadra di calcio ci è stata sfilata da sotto il naso, relegandoci a tifatori di squadretta senza futuro. ziaEster
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    Le cifre di seguito pubblicate sono tratte dai BILANCI UFFICIALI del CAGLIARI CALCIO S.p.a.
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    Stagione stipendiCALCIATORI stipendiTECNICI stipendiALTRIdipend Totale
    Totale – – 185.684.444 – – – – 28.807.715 – – – – – – 9.731.123 – – – – – 224.223.282
    – – –
    2004/05 16.706.551 – – – – – – 1.498.231 – – – – – – – 328.614 – – – – – – 18.533.396
    2005/06 16.607.339 – – – – – – 3.095.816 – – – – – – – 397.194 – – – – – – 20.100.349
    2006/07 13.308.617 – – – – – – 2.799.014 – – – – – – – 457.228 – – – – – – 16.564.859
    2007/08 14.980.887 – – – – – – 1.913.183 – – – – – – – 738.384 – – – – – – 17.632.454
    2008/09 16.768.821 – – – – – – 1.620.778 – – – – – – – 623.485 – – – – – – 19.013.084
    2009/10 16.111.228 – – – – – – 2.022.894 – – – – – – – 561.465 – – – – – – 18.695.587
    2010/11 17.252.309 – – – – – – 3.257.522 – – – – – – – 663.859 – – – – – – 21.173.690
    2011/12 18.416.575 – – – – – – 5.077.367 – – – – – – – 602.800 – – – – – – 24.096.742
    2012/13 17.706.659 – – – – – – 3.432.238 – – – – – – – 785.472 – – – – – – 21.924.369
    2013/14 21.155.495 – – – – – – 1.982.619 – – – – – -1.084.157 – – – – – – 24.222.271
    2014/15 16.669.963 – – – – – – 2.108.053 – – – – – -3.488.465 – – – – – – 22.266.481
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    Baci documentati, ziaEster.

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