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RITORNO ALLA RADIOCRONACA

È un onore, un orgoglio e una grande responsabilità riprendere a raccontare integralmente le partite del Cagliari per abbattere le distanze chilometriche, economiche, sociali e culturali che separano la squadra dai suoi tifosi. Lo farò con il solito spirito e passione, cercando di rendere quanto più fedele possibile la scena, l’evoluzione e il pathos della gara per chi non può vederla, per chi la vede e la vuole seguire meglio o per chi vuole sentire una voce amica. Sapendo che la radiocronaca non è uno spettacolo che celebra il mio narcisismo ma un servizio per chi ascolta. Per questo sarò fedele alla cronaca, racconterò ciò che succede. Il Gruppo Editoriale L’Unione Sarda conferma così il suo impegno a rendere un servizio completo ai Sardi, anche in tempi difficili, mettendo a tacere quanti avevano messo in dubbio questo. Sottolineo anche la volontà del Cagliari Calcio a ridare la radiocronaca ai suoi tifosi, nell’ottica di una attenzione particolare alla comunicazione e al rapporto con i loro clienti, proprietari di una passione che è alla base del successo della squadra e della società per azioni.

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PROMEMORIA RADIOFONICO

Due vittorie all’Olimpico contro la Roma, una in campionato contro la Juventus, punti a Firenze, epiche gare contro il Napoli. Negli ultimi sette anni di radiocronache (il secondo blocco di esperienze dopo il 1993/1999) il Cagliari mi ha regalato l’occasione per vivere in diretta e integralmente tappe storiche dei colori rossoblù. I file di memoria sono carichi anche se la loro capacità non è affatto giunta alla fine. Il calcio di oggi è fatto di interessi economici che talvolta mettono in secondo piano le passioni. Quelle forti che abbiamo vissuto insieme invecchieranno come il vino. Il palmares è ricco di soddisfazioni, in molti casi, inedite. Mai un radiocronista di private aveva vissuto le esperienze sopra accennate. Sono orgoglioso di essere io. Appagato di quello che è stato. Senza invidia alcuna. Senza veleni o accuse. Ognuno fa il suo lavoro, nel suo tempo e nei suoi modi. Può piacere o non piacere, ma questo è comunque stato. Quello che verrà lo aspettiamo. Sapremo affrontare la carestia o lo sfarzo, Sapremo comunque esserci a modo nostro. Sempre presenti. Sarà poi il tempo il giudice di tutto. A tracciare i confini tra un’epoca e un’altra. Ciascuno si prenderà la sua. Ognuno avrà i suoi ricordi, i suoi onori, le sue amarezze. Sempre a testa alta e con onore. Perché quando il pallone si sgonfia, anche per un cronista, rimane sempre e solo l’uomo.