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La Flotta Rossoblu

Mare agitato e nave in difficoltà. La T irrenia sventola su una insolita bandiera, zuppa di sudore, intoccabile per chi vive il Cagliari come l’immagine vincente della Sardegna. Uno sponsor, tanti soldi. Cosa si puà rimproverare all’imprenditore? All’imprenditore, niente. Al tifoso, tutto. La contraddizione che separa i tifosi nasce dal duplice ruolo, troppo spesso commistionato: imprenditore o tifoso? Oggi una risposta sembra esserci: imprenditore  he non bada all’interlocutore ma misura l’offerta nell’interesse della sua azienda. Apparentemente non valutando a fondo l’impatto emotivo. Quel nome e quello sponsor rappresenta molte frustrazioni della Sardegna: l’incontinuità territorialela crisi economica accentuata anche in chiave turistica, Napoli, l’occupazione dell’Isola, la dipendenza dal Continente. Una scritta, uno sponsor, che risveglia i Sardi e il loro orgoglio ferito. Ma dormivano e dormivano a lungo quasi tutti. La lotta contro tutto questo era patrimonio di pochi eroi. Ora tutti si sollevano. Toglietemi tutto ma non il mio Cagliari. Come un orologio a tempo è scoppiata la protesta. Anche quella autorevole. La stessa che Cellino ha cercato per le sue battaglie (vedi Enac e stadio ad Elmas). Pochi hanno risposto. Lui, rimasto solo, ha forse trovato il modo di svegliarli: se il Cagliari non è solo mio, aiutatemi a difenderlo. Altrimenti lo vendo. Per ora solo con uno sponsor nella maglia. Io non credo alla superficiale valutazione. Opto per la provocazione. Sparta e Atene erano sempre in lotta. Ma se arrivava la Tirrenia, lottavano insieme contro il nemico.

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L’AVVOCATO DI STEFANO GUBERTI

Questo è un articolo emesso dall’avvocato di Stefano Guberti che stiamo cercando di mettere anche sui giornali, visto il poco riscontro mediatico riferito a una persona innocente, per far conoscere quanto è successo sulla questione di Stefano…

Siamo molto sorpresi ed amareggiati dalla
sentenza di rigetto emessa stamani dalla Corte di Giustizia Federale.
Attendiamo di conoscere le motivazioni che hanno indotto la Corte a
confermare la sentenza di primo grado.
Temiamo che le pregnanti
argomentazioni addotte a discapito di Guberti non siano state di nuovo
correttamente valutate e che la sua condanna venga basata
esclusivamente sulle dichiarazioni di Andrea Masiello.
A carico del
Guberti non vi è nessuna prova e/o indizio chiaro, preciso e
concordante; non vi è nessun elemento certo e incontrovertibile. Anzi
queste prove, indizi ed elementi non solo non sono stati trovati, ma
neppure, evidentemente, sono stati cercati dagli organi giudicanti i
quali, invece, avrebbero fondato la condanna di Guberti solo ed
esclusivamente sull’attendibilità del Masiello, (dichiarato
inattendibile in ogni altra circostanza, tanto che tra i soggetti da
lui accusati Guberti è stato l’unico ad essere condannato), nonché
sulle dichiarazioni rese dai suoi sodali Carella e Giacobbe, confuse e
discordanti anche con quanto dichiarato dallo stesso Masiello.
Per il
resto, la sentenza di primo grado pare fondarsi su supposizioni e
deduzioni della Procura, inspiegabilmente fatte proprie dalla
Commissione disciplinare nonché su elementi interamente travisati tanto
dalla Procura quanto dalla CDN (si legge che Marco Rossi avrebbe
accolto positivamente la combine di Guberti, quando lo stesso Rossi ha
limpidamente confermato di non aver mai sentito fare il nome di Guberti
in nessuna combine!).
D’altro lato, non sarebbero stati invece tenuti
in alcuna considerazione gli elementi probatori che avrebbero dovuto
portare ad una piena assoluzione del Guberti (tra cui le dichiarazioni
degli unici due testimoni oculari dell’incontro del 17 aprile che hanno
categoricamente smentito ogni accusa). Manca inoltre un movente, un
mandante ed il passaggio di denaro.
È chiaro che l’intero sistema
andrebbe modificato, perchè è assurdo e impensabile che un calciatore
termini la propria attività senza che esistano a suo carico delle prove
inconfutabili ed incontrovertibili dalle quali si possa, senza ombra di
dubbio, accertare il compimento di un illecito.
Oggi, la condanna di
Gubeti viene corroborata solo dalle accuse a lui rivolte da un soggetto
condannato anche dalla Giustizia ordinaria, il cui intento, come pure
ha confermato il GIP di Bari, è sempre stato quello di celare il reato
di associazione per delinquere al fine di far emergere l’illecito
sportivo.
Da oggi pomeriggio stiamo già lavorando sul ricorso avverso
la sentenza di secondo grado, mentre rimaniamo in attesa di conoscerne
le motivazioni.

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LIBERA NOS DOMINE

Non è ancora iniziato il campionato e, quasi fossi un albero di Natale, c’è chi si appende come palle ad ogni discorso che viene fatto. Parlo di quei tifosi microencefali (quando si parla di calcio). Di chi si è venduto il cervello per belare frasi e luoghi comuni a sostegno delle grandi e celebrate squadre del nostro (vostro) “potente” Paese. Il Pastore è l’informazione che ubriaca fin da bambini (ma gli alcolici non è vietato somministrarli al di sotto dei 18?). Juventini, Milanisti, Interisti. Soprattutto loro. La triade dello spaccapalle perchè non puoi assolutamente mettere in discussione la loro maestà, o evidenziare il dominio sulle menti, che gli schiavi del 1799 (vedi Vincenzo Cuoco) si muovono con i forconi a difesa della monarchia italiana (non solo nel calcio). Ci sono ….loni e Agnelli, …ratti che si diffondono dappertutto e che inquinano il libero pensiero. Libera nos domine. Veramente, non ne posso più. Ma non  perchè mi disturba chi tifa le grandi squadre (non sempre). Mi disturba di più chi regala il cervello. Perchè se non  si smette di avere senso critico si può tifare qualsiasi team. Il problema è il cervello che si baca. E’ lo stesso che porta l’Italia a tollerare la marea di speculatori disonesti che ci conducono al baratro per il loro solo interesse. Non sono nelle condizioni di sostenere discussioni con chi non pensa. Per me siete l’AIDS. Evitatemi. E’ una cortesia reciproca.Sono uno che sogna che un giorno anche l’informazione non abbia adepti che si fingono imparziali. Ho fatto notare a degli amici i titoli di uno stesso giornali: badanti definite “aguzzine” prima di un processo; Bonucci e Pepe “assolti” due giorni prima della sentenza. Un Paese di ..rda. Salviamo la Sardegna. Forse è tardi. Giusto stamattina ho letto in un manifesto che tra le celebrazioni del Santo di Orotelli, c’è addirittura una FESTA ROSSONERA. Libera nos domine!

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DUE PESI E DUE MISURE

Uno stesso accusatore, diversi accusati. Di questi ultimi, uno si chiama NON IMPORTA, l’altro Stefano Guberti. Sarebbero stati coinvolti in alcune partite truccate a sentire Andrea Masiello, l’accusatore. Non credibile, secondo i Giudici, soprattutto perchè così NON IMPORTA che gioca nella Juventus può essere assolto. C’è un unico caso in cui Andrea Masiello è credibile, malgrado abbia ritrattato spesso le sue accuse, nel caso di Stefano Guberti. Risultato: uno stesso accusatore, niente prove, un processo e dei due accusati uno, NON IMPORTA giocatore della Juventus, assolto.  L’altro, Guberti, condannato senza sconti sulla richiesta formulata (caso unico e non raro), 3 anni. Questa è la sintesi della partita http://www.youtube.com/watch?v=VWiZpIPYZ68. Ma forse NON IMPORTA. L’importante era trovare capri espiatori che siano a fine carriera o che contino poco per illudere che giustizia sia fatta. Invece INGIUSTIZIA (ancora una volta) E’ FATTA.