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NON E’ RIUSCITO IL MIRACOLO

Creare troppe aspettative talvolta ha effetto contrario. Un’estate di lavoro forsennato alla ricerca di un miracolo che doveva essere tenuto segreto. Il desiderio di battere tutti i record per arrivare con un mese di anticipo al traguardo. Il Cagliari ci è andato vicino ma non è riuscito a fare miracoli. L’averlo però annunciato con troppo anticipo ha un effetto strano. Tifosi delusi e denigratori scatenati. Sarebbe stato diverso mantenere quel che ragionevolmente sarebbe stato (e lo sarà) un gran risultato: giocare sole poche partite lontano dalla SArdegna. Se si fosse con questa scadenza arrivati poi a qualcosa di meglio i tifosi avrebbero esultato e i denigratori non avrebbero svuto argomenti. Non sarà Cagliari-Atalanta la prima volta che si potrà raccontare ai posteri. Sarà Cagliari-Roma. Un grande risultato per una squadra di operai, per un organizzazione che ha lavorato giorno e n otte per l’impresa. Non è riuscita nel miracolo, ma sta centrando un grande obiettivo. Sa fabbrica de Sant’Anna non è certo lo stadio di Quartu. In tempi in cui per costruire una struttura pubblica ci vogliono almeno un paio d’anni. Dispiace ma riportiamo tutto alla giusta dimensione.

6 pensieri su “NON E’ RIUSCITO IL MIRACOLO

  1. Fa bene l’autore dell’articolo a riportare questi argomenti e a sottolineare i vari passaggi ed è lodevole e importante che abbia il coraggio e la precisione per parlarne.
    Scusate però, è antipatico in queste settimane aver letto sui quotidiani di questi temi come se altrove non fossero mai stati affrontati: ho seguito le vicende col consueto sguardo distaccato, ma informato.
    Organizzare uno stadio nel centro urbano non è banale. Ci sono riusciti in qualche città, risolvendo la parte del problema tecnico e quella del problema civico.

    La prima parte con un sistema rimovibile di grate fissate con delle cerniere al manto stradale. Poichè nelle ore delle partite gli abitanti sono semi-prigionieri del perimetro di sicurezza dello stadio con forti rischi in caso di emergenze sanitarie o di incendio, dato che l’accesso è limitato e in alcuni tratti, impossibile… La soluzione trovata alla seconda parte del problema è stata politica: l’amministrazione dovette mediare sulla richiesta di uno sconto sull’ICI (ora IMU) per chi subisce il problema.

    Un saluto,
    Cordialmente.
    Th. C.

  2. Hai proprio ragione Vittorio! Qualche mese fa tutto questo era impensabile mentre adesso potremo finalmente avere una casa. Poi come sempre c’e’ sempre qualcuno che deve denigrare Cellino (io lo reputo un buon presidente coi suoi difetti) e deve puntare il dito gridando allo scandalo e all’imbroglio. Pazienza,abbiamo fatto 30 e possiamo tranquillamente fare 31 e 32…….Con la Roma ci sarò,arriverò direttamente da Firenze nonostante mille difficoltà perchè amo il Cagliari. Ti dirò di più,mi farò anche l’abbonamento (pagandolo a rate) e viaggiando una domenica si e l’altra no. A sa facci de sa crisi!!!!

  3. Ciao Thomas, sempre un piacere leggerti

  4. Nessuno si preoccupa del fatto che i residenti (molti comprati elemosinando posti da steward) non vogliono lo stadio che crea soltanto disagi. Ci viene impedito di uscire e muoverci come preferiamo, in caso di incidenti ci ritroveremo i teppisti in casa (ed allora sì che ci saranno problemi di ordine pubblico), ci sarà un traffico bestiale, senza contare ai danni cagionati al parco. Lo stadio non potrà mai essere a norma (soprattutto per le partite in notturna) perchè non vi sono le condizioni obiettive di sicurezza (gli spazi per consentire alla Polizia di operare in sicurezza) previste dai regolamenti Uefa basti pensare ad es. al fatto che le curve sono più alte dei distinti così agevolando il lancio di oggetti o il fatto che le fasce di sicurezza anche se mobili non possono esser messe in strada. Se infine penso che tutto questo casino è generato da quella FARSA che è il calcio, veramente mi arrabbio all’ennesima potenza; non capisco come ci sia ancora tutta questa gente disposta a farsi prendere in giro! Svegliatevi!

  5. Sempre duro ma non polemico caro Vittorio, e cosi’che si costruisce qual cosa positivo.
    Anche ieri notte 28/08 decine di tifosi a seguire i lavori della nuova casa rossoblu. con gli operai a tirare cemento alle 21.10 lavorando con la luce dei lampioni.
    Stanno facendo un qual cosa di immenso pensare cosa era 2 mesi fa’ e ricordare che i mesi erano luglio e agosto . Passo tutti i giorni in quella strada per tornare a casa e vi posso assicurare che molti tifosi????????? rimarranno delusi dal nuovo stadio bomboniera si perche’ e proprio un gioiellino , fatte arrivare la main -stand. si ARRIVARE perche’ ancora non c’e’ allora si che tutti vorranno salire sul carro dei vincitori.
    I vincitori saranno come sempre la Cagliari Calcio.

  6. Ora la vicenda prende la connotazione di “sciopero” dei calciatori del Cagliari. Che rischia di diventare un trionfo o un boomerang, senza grandi vie di mezzo:

    se lo sciopero del Cagliari diventa sciopero di tutta l’AIC, la vicenda diventa politica e probabilmente si ferma l’intero campionato;

    se non si ottiene l’ok per giocare a porte chiuse l’alternativa allo 0-3 (e possibile penalizzazione) diventa il giocare a Trieste fino al completamento di tutti i lavori di Is Arenas.

    In ogni caso, chi e’ gia’ abbonato potra’ intentare causa alla Cagliari Calcio, tanto piu’ se la partita venisse giocata a Trieste: in questo caso potrebbe configurarsi la doppia vendita dello stesso evento in due localita’ diverse.

    In ogni modo Conti e Cossu sono considerati credibili tra i calciatori italiani, rispetto a una stagione prossima di costruzione di nuovi stadi e’ possibile che l’AIC abbia deciso di cautelarsi. Non piace a nessuno, nemmeno ai milionari, vivere un anno intero lontano da casa.

    Un saluto.
    Cordialmente.
    Th.

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