Pubblicato il

LA MANO NERA DEL TERRORE

Le chiamano “stragi di stato” e hanno cadenze politiche ed economiche ben precise. Scoppiano all’improvviso, colpiscono la gente comune, per renderla vulnerabile, per indurla a cercare protezione. Controllo e prevenzione si mischiano. L’esercito nelle strade diventa giustificato. La protesta anche civile diventa più facile definirla sovversione. Mafia, poteri occulti, servizi segreti…raramente della matassa si è trovato il bandolo. Eppure sono le stragi dove la cautela nell’identificarne la paternità non esiste proprio. Anzi. Sembra un gioco identificarne subito una matrice che semini il terrore che induca a rivolgersi se non al padre al patrigno di uno Stato che improvvisamente ha bisogno di coesione. Sarebbe più facile se ci fosse anche equità. E invece è la sperequazione che si tenta di giustificare. Non erano sangue del quale rispondere il lungo elenco di suicidati. Forse perchè il sangue che scorre non è per tutti uguale. La gente comune piange. Madri e padri, ragazzi, territori abbandonati. Loro piangono e altri svolazzano a cerchio nel cielo. Altri ancora si avvicinano a confezionare orazioni e preghiere interessate. Avvoltoi e sciacalli, in un mondo spietato. Dove l’interesse uccide, con le leggi e con le bombe.

Pubblicato il

DIETRO LA LAVAGNA

La Lavagna non è a muro, come il rapporto Società/Comune. E’ una di quelle con i piedi che si possono spostare come il fattore campo del Cagliari. Stagione 2011/2012. Gli esami sono stati aboliti e bocciati e promossi il sodalizio rossoblu sembra averli decisi ancor prima di finire il campionato. Un esempio? Alessandro Agostini, sospeso con due turni d’anticipo, malgrado agli ultimi  colloqui (con il Presidente) sembrava non dovesse abbandonare la città, carriera natural durante.  Noi non siamo presidenti e nemmeno allenatori. Io sono appena un cronista sportivo, ex calciatore e insegnante di scuola primaria. Non amo bocciare (chi sono per poterlo fare?). Preferisco fare valutazioni che non vogliono essere esecuzioni sommarie, piuttosto il feed back dal quale partire per tentare di migliorare nella stagione a venire (cosa alquanto complicata nel Cagliari conservatore delle ultime otto stagioni).  La classe è sempre la stessa, serie A, livello salvezza. Non si cresce e non si migliora. Appunto, si conserva.

AGAZZI: I gol subiti sono 46 e lui della difesa è l’ultimo baluardo. Stagione positiva. Rari errori clamorosi. Sicurezza crescente. Sarà per questo che non prende punizioni ? (Battuta gratuita). Voto 7

AVRAMOV: Gol subiti zero. Partite giocate poche. Parate determinanti alcune. Errore uno ma graziato da fuorigioco. Per la pazienza e la disponibilità merita di essere valutato. Voto 6,5

PISANO: Stato di salute finalmente ottimo. Disponibilità al sacrificio di rilievo. Fase difensiva senza particolari sbavature ma da lui ci si aspetta qualche cross più preciso e una spinta offensiva di qualità. Voto 6,5

PERICO: I malanni che lo hanno colpito prima di Natale non sono di poco conto. Se non sei al meglio della forma è difficile poi essere pronto nel momento del bisogno. Ultime partite più convincenti, anche se ancora non abbiamo visto la proverbiale fase offensiva vantata all’Albinoleffe. Voto. 6

CANINI: Tre quarti di campionato fatti con buoni risultati. Non è facile gestire una stagione intera da titolare. La fase di appannam,ento c’è stata ma dovuta probabilmente alla fatica. Lui è difensore e basta e per questo  i pochi gol subiti non si possono trascurare. Voto 7

ASTORI: Solo per il recupero lampo meriterebbe un punto in più. E’ tornato subito ed è tornato presto grande. Dovendo trovare il pelo nell’uovo, si è notata nel finale di stagione una certa sufficienza. E’ forte. è uno dei più forti, ma guai a convincersene tanto da strafare rischiando di comprometterne l’efficacia. Voto 7,5

ARIAUDO: Decisamente meglio da difensore centrale. Decisamente bene nella parte finale di campionato quando ha fatto fruttare i minuti di esperienza accumulati. E’ giovanissimo ed è il futuro già iniziato. Voto 7

AGOSTINI: Non si capisce da cosa nasca la bocciatura. Il suo campionato è stato più che dignitoso. Si potrebbe fare lo stesso discorso di Pisano, con qualcosa in più in fase di spinta offensiva e qualcosa di meno in fase difensiva. Ma comunque più che sufficiente in un ruolo dove l’Italia sbadiglia. Voto 6,5

BIONDINI: I sogni di gloria non lo hanno disturbato nel rendimento calcistico. Aveva un accordo con la piazza per levare le tende a gennaio dopo le dichiarazioni disastrose anche se ironiche dell’estate scorsa. Si è applicato con la solita generosità. Non possiamo farci guidare dal patriottismo. Sul campo è andato dignitosamente. Voto 6,5

DESSENA: Al DNA non si comanda e la sua sardità trabocca a distanza di generazioni. E’ tornato e si è ritrovato a casa. Anche in campo ha subito espresso il meglio di sè. La clavicola lo ha tradito. Ma lui non ha tradito il Cagliari. Voto 7

EKDAL: Piacevole sorpresa della seconda parte di campionato. Ficcadenti lo trascurava nell’avvio di stagione. Complice la moglie svedese di Ballardini, ragione di una conoscenza più profonda da parte del tecnico ravennate, ha trovato sempre più spazio, distinguendosi sia come vice Conti che come interno a destra. Deve crescere in fase offensiva Voto 7.

CONTI: Più che un capitano sembra un generale. Ha una matura consapevolezza dello spazio che occupa nella storia rossoblu e una responsabilità conseguente che gli impone di deglutire anche i bocconi amari. Nessuno si illuda: farà fino in fondo il suo dovere, non si farà rimproverare niente. Se qualcuno vorrà farlo fuori dovrà assumersene la responsabilità. E’ il generale Conti che anche in campo guida la squadra con estrema lucidità e autorevolezza. E se serve dà una mano anche all’attacco. Voto 8,5

NAINGGOLAN: Prima parte di stagione da incorniciare. Poi luci ed ombre. Sul piano interdittivo è semplicenente straordinario. Deve assumersi però maggiori responsabilità nell’impostazione dell’attacco. Spesso si accontenta del compitino  che fa score (passaggi corti e in orizzontale o all’indietro) ma non porta vittorie. Voto 7,5

COSSU: Parla una lingua calcistica che ha bisogno di interpreti adeguati. Spesso ha cercato di adattarsi alla balbuzie dell’attacco per trovare la soluzione del gol. Vanamente. Le sue giocate, i suoi guizzi e i suoi assist hanno bisogno di essere capiti. Altrimenti ti innervosisci e non ti esprimi più spontaneamente. Se poi gli arbitri studiano che è un simulatore e non gli fisciano neanche le botte che prende…Voto 7,5

NENE’: Rotto per quasi tutta la stagione. Senza continuità. NOn è facile così dimostrare il proprio valore. Il risultato generale è scoraggiante ma un pò come le bocciature per troppe assenze. Voto 5

THIAGO RIBEIRO: Intermittente. Ha imparato a fare il difensore (merito e colpa di Ficcadenti). Non sempre ha fatto bene l’attaccante. E’ ancora alla ricerca di se stesso. Ma ci ha tentato e ha fatto pochi gol pesanti. Voto 6

IBARBO: Una forza della natura che però deve essere canalizzata. Anche il Rio degli Amazzoni ha bisogno di dighe e acquedotti. Lui straripa e non sempre a beneficio del raccolto. Ma quando coglie sono perle e non grano maturo. Voto 7,5

EL KABIR: Il sogno italiano è iniziato e finito a Roma. Ha fatto intravedere delle qualità calcistiche, offuscate da malanni non curati adeguatamente e comportamenti tutt’altro che costruttivi. Insufficienza dettata dal voto di condotta. Voto 4.

LARRIVEY: E’ stato il miglior Larrivey visto a Cagliari. Di lui si potrebbe dire che si impegna ma non impara per quanto suda. Non è neanche fortunato. Malgrado ripetente,  ha ancora  evidenti lacune che lo portano ad essere sempre in ritardo sul livello medio. Voto 5,5

PINILLA: Non oso sottrarre i suoi gol alla stagione per capire dove saremmo finiti. Una manna dal cielo. Voto 8,5.

GLI ALTRI. Senza Voto

FICCADENTI: La salvezza era l’obiettivo e la salvezza ha colto. Poteva starci mezzo voto in più se non fosse per una preoccupazione che non sembra sempre mirata alla crescita e alla valorizzazione della squadra. E’ sembrato piuttosto volesse salvare se stesso e solo conseguentemente il resto. Ottima la fase difensiva. Sterile quella offensiva. Sarà necessario capire fino a che punto è colpa sua. Certo che non ha contribuito ad integrare immediatamente i nuovi che ha fatto giocare con il contagocce. Anche l’ultima di campionato. Voto 6

BALLARDINI: Parentesi negativa, salve un numero di partite da contare su una mano. Non tutto da buttare. Ha cercato siluzioni ai problemi offensivi della squadra. Ha anche centrato alcune idee. Ma poi ha esagerato. Poteva essere esonerato per sole ragioni calcistiche. E anche lui ne avrebbe compreso le ragioni. Voto 5,5

CELLINO: La società è la sua, frase che ripete quando non vuole giustificare scelte incomprensibili. Lui ne paga le conseguenze. Ha però una società di calcio che fa fortune sul fatto che scatena passioni e fa parlare di sè. Non può far conto di questo solo se gli fa utile. Ha gestito la società per azioni in modo adeguato all’obiettivo posto, malgrado abbia azzardato un trasferimento che si è rivelato strategicamente fallimentare. Ha gestito in modo pessimo la relazione con gli appassionati del Cagliari, traditi e umiliati. Strumento di una guerra tra eserciti egoisti. Anche se le colpe non sono tutte sue. Voto 5

 

IL SOTTOSCRITTO: Stagione tormentata con troppi malanni fisici. POchi gol e scarne emozioni, con conseguente inutilità e nervosismo. Talvolta sfogato con inadeguate critiche. Voto 5

Pubblicato il

L’ULTIMO STADIO

Quattordicimila posti, forse diciasettemila. Posti? Sedili freddi in uno stadio ridicolo e inospitale. Inospitale come Trieste. Ridicolo come il combattimento tra galli sui quali possiamo anche scommettere ma che non porta certo provvedimenti seri che sappiano rappresentare il pensiero e l’immagine comune. Dove sono i consiglieri comunali che minacciavano querele per chi aveva ribattezzato il Sant’Elia? Dove sono gli strenui difensori dell’immagine dei Sardi e della Sardegna? Assistono silenziosi allo stupro che si consuma. Non prendono in mano gli atti che dicono di avere. NOn li pubblicano tutti. Mi piacerebbe conoscere il verbale di consegna del Sant’Elia, le schede tecniche della struttura, le perizie, i collaudi, le bollette, le notifiche. Mi piacerebbe che il senso di responsabilità che si dichiara sappia identificare tutti i responsabili di uno scempio che non è stato impedito da chi gestiva la cosa pubblica e ha eventualmente trascurato di difenderla da qualsiasi interesse privato, Cellino compreso. Mi piacerebbe che si andasse oltre il semplice reciproco bullismo. Forse invece della lotta a chi è prus barrosu bastava affidarsi ad un arbitrato. Il Neo Sindaco non aveva nulla da rimproverarsi e poteva lasciare che il passato fosse valutato, perchè ciascuno potesse pagare quanto doveva, economicamente, politicamente e amministrativamente. E aveva (forse ha ancora) la grande chance per parlare di futuro incontaminato. Perchè l’immagine della Sardegna non si continui ad affidare ad uno Stadio accapiau a spagu, perchè il dilettantismo non sia lo sconveniente biglietto da visita che forniamo. Perchè la Sardegna non si riduca alla misura individualista di chi rappresenta simboli, interessi privati o città. Perchè non si parli nei bar o con gli amici con il bicchiere in mano e ci si nasconda nei ruoli ufficiali. Forse basterebbe che si provasse un poco di vergogna, se non fosse che questo è sentimento di chi non pensa di essere un essere perfetto. Io, ad esempio, provo molta vergogna del Cagliari così e di Cagliari così.